Chi siamo

Siamo due psicologhe a Parma, Katia Buonanno e Silvia Saletti, e abbiamo creato Sviluppo Adolescente per aiutare gli adolescenti a crescere con più consapevolezza delle proprie capacità, e per supportare voi genitori in questa fase della loro vita.

Psicologa, da diversi anni mi occupo di problematiche dei processi di crescita e sviluppo in adolescenti, giovani adulti e adulti di Parma.

In linea con i più recenti modelli psicoanalitici e con i più recenti sviluppi della ricerca scientifica, il mio lavoro si fonda sull’idea che in ogni fase del ciclo di vita, siamo chiamati ad affrontare nuove sfide, imposte dalla fisiologia e dalle realtà in cui viviamo.

Il successo evolutivo dipende dalle capacità di adattarsi ai cambiamenti, sviluppando le competenze necessarie a far fronte alle difficoltà e a recuperare il benessere psicologico.

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Psicologa e Psicoterapeuta, in questi anni ho lavorato con gli adolescenti specializzandomi nelle difficoltà di apprendimento.

Lavorando a stretto contatto con preadolescenti e adolescenti, nella città di Parma come la collega, ho potuto constatare che spesso non hanno le idee chiare sul metodo si studio e la modalità in cui utilizzare al meglio le proprie risorse e capacità.

Non riuscire ad individuare il modo ottimale di utilizzare le proprie capacità cognitive, li può portare a frustrazione, demotivazione e a insuccessi scolastici.

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Abbiamo scelto questo lavoro perché ci piace credere in un futuro fatto di persone che raramente abbiamo avuto la fortuna di incontrare sulla nostra strada. Ci piace credere in un futuro di soggetti pensanti e liberi, critici ed etici, appassionati e sovversivi come solo l’adolescenza riesce a essere. Ci piace credere in un futuro di adulti capaci di costruire un mondo migliore di quello in cui siamo cresciuti noi. Lo facciamo perché crediamo nell’evoluzione, nel potenziale di sviluppo delle persone e nelle possibilità trasformative di cui ciascuno di noi è “portatore sano”. Lo facciamo perché crediamo in noi, nel nostro lavoro, nella possibilità di futuro migliore a cui noi, nel nostro piccolo, faremo di tutto per contribuire.

 

Ecco perchè siamo qui.

Ecco perchè abbiamo creato “sviluppo adolescente”. Perché vogliamo stare dalla parte delle persone, di fianco agli adulti di domani, nel tentativo di costruire oggi una comunità “di grandi” capaci di ricontattare il valore di essere “piccoli” e di funzionare da faro o da guida in mezzo a una tempesta che sembra destinata a non placarsi.

 

Se è vero che tutti gli psicologi possono occuparsi di adolescenza, non è vero che tutti sono ugualmente qualificati per farlo.

 

Gli psicologi hanno una formazione universitaria che li addestra a muoversi nei diversi ambiti di loro competenza.

Ciascuno di noi sceglie solo dopo di cosa occuparsi e deve farlo in modo iperspecialistico proprio perché non essendo onnipotenti ed essendo la mente umana molto complessa, non saremmo in grado di padroneggiare tutta la conoscenza e le competenze necessarie ad occuparci in modo adeguato dei diversi modi di essere e funzionare in differenti età della vita.

Ebbene sì.

La nostra formazione è formalmente uguale a quella dei medici.

È universitaria, ministeriale e, quella obbligatoria al fine della diagnosi e della cura, è almeno decennale.

Anche noi abbiamo 6 anni di formazione universitaria, un Esame di Stato e una specializzazione post laurea almeno quadriennale.

Anche noi siamo obbligati dallo Stato, dall’Ordine e dalla deontologia professionale all’aggiornamento e alla formazione continua.

E anche noi, per tutta la durata della nostra formazione universitaria e specialistica siamo obbligati a prestare annualmente molte ore di servizio nelle istituzioni e nella sanità pubblica, lavorando in qualità di specializzandi nei reparti ospedalieri.

A differenza dei medici, però, noi non siamo pagati dallo Stato.

In Italia sono pochissimi gli psicologi stipendiati dal servizio pubblico.

Noi lavoriamo per le istituzioni o per i privati quasi esclusivamente come consulenti, in regime libero professionale.

Inoltre, mentre i medici vengono pagati dallo Stato anche durante la formazione come specializzandi, noi siamo tenuti a sostenere di tasca nostra sia i costi della formazione universitaria, sia quelli delle successive specializzazioni, sia a provvedere alle nostre necessità di sostentamento nei periodi in cui assolviamo all’obbligo di servizio gratuito nelle pubbliche istituzioni.

Ecco perchè non possiamo permetterci di fornire consulenze gratuite o eccessivamente economiche.

Questo servizio infatti, è offerto dalla sanità pubblica che lo rende possibile stipendiando i suoi operatori, già in fase di formazione.

A differenza dei medici inoltre, che durante la formazione universitaria studiano prevalentemente il funzionamento sano e patologico del corpo e sono per questo abilitati alla somministrazione dei farmaci, gli psicologi si occupano per tutta la durata del loro percorso di studi della mente umana, nei diversi contesti (scuola, famiglia, lavoro, società, normalità, patologia, coppia, infanzia, adolescenza, senescenza, società, ecc.).

Anche nella formazione post laurea, medicina e psicologia hanno punti di contatto e divergenze.

Entrambi si occupano di diagnosticare le diverse tipologie di disturbo psicologico e sono in grado di pianificare progetti riabilitativi o di intervento.

Gli psicologi – psicoterapeuti sono però qualificati per trattare la patologia mentale con tecniche psicologiche, mentre gli psichiatri impiegano prevalentemente i farmaci.

Ne consegue che psicologi, psicoterapeuti e psichiatri non sono la stessa cosa e non fanno sempre le stesse cose.

Uno psicologo ha le stesse competenze diagnostiche di uno psichiatra, ma solo nell’ambito della mente (non nel corpo).

Lo psicologo non tratta la patologia mentale e come lo psicoterapeuta, non può somministrare farmaci.

Entrambi si occupano di diagnosi, riabilitazione e sostegno in situazioni di disagio psichico, sociale, relazionale, come gli psichiatri.

Lo psicoterapeuta si occupa di cura del disturbo psichico come lo psichiatra, ma senza farmaci.
Lo psichiatra non necessariamente è anche psicoterapeuta.

 

Counselor, coach, pedagogista e educatore

 

Queste figure sono regolamentate e riconosciute dallo Stato per l’educazione e la formazione degli individui.

A differenza dello psicologo e dello psichiatra, però, non sono né regolamentate né riconosciute dallo stato come professioni d’aiuto per problematiche sanitarie.

Da questo punto di vista non esistono formazioni universitarie e ministeriali per queste attività, né esistono ordini professionali ufficiali in grado di garantirle.

In altre parole, chiunque, una mattina, può decidere di fare il counselor o il pedagogista e di occuparsi di accrescere le competenze, le capacità, le conoscenze delle persone in un dato ambito, ma nessuno può decidere di aiutare una persona a stare meglio in qualcosa, a meno che non sia un medico, uno psicologo o uno psicoterapeuta.

A tutela della salute del cittadino, infatti, la legge prevede che solo medici e psicologi possano utilizzare metodi e strumenti psicologici, proprio perché soggetti a lunghi e rigorosi addestramenti per farlo.

Queste figure, quindi, non possono occuparsi di diagnosticare un disturbo (nemmeno disturbi del linguaggio, neuromotori, difficoltà di apprendimento, etc.), né di pianificare o somministrare trattamenti di riabilitazione e di cura.

Considerando che ogni comportamento, relazione, comunicazione ha risvolti psicologici ed emotivi, anche potenzialmente dannosi, è importante assicurarsi di rivolgersi al professionista più adeguato per le proprie difficoltà.

In tutte le categorie ci sono capaci, capacissimi e meno capaci.

Se c’è una cosa che noi Italiani abbiamo capito della vita è che il merito non è quasi mai proporzionale al successo, allo status, all’intelligenza, al livello di istruzione, al reddito, al prestigio, al ruolo, alla qualifica.

In ogni categoria non è detto che il migliore sulla piazza sia quello più vecchio, più ricco, più costoso, più famoso, eccetera.

La differenza la fanno SEMPRE le persone.

Siamo miliardi e facciamo tutti le stesse cose.

Secondo te, cos’è che rende qualcuno più bravo di un altro a fare qualcosa?

Conoscenza e competenza sono certamente imprescindibili, ma non può essere solo quello.

 

Va Così Anche tra gli Psicologi

 

Siamo tanti, facciamo tutti le stesse cose, studiamo tutti le stesse cose.

Siamo tutti uguali per questo? NO, non siamo fotocopie.
Anzi.

Prova a pensare a un semplice tavolo.

Da quante angolazioni puoi osservarlo?
Sopra, sotto, davanti, dietro, in diagonale, da un lato, dall’altro.

Ecco.

Questa è la psicologia.

Tanti punti di vista diversi e talvolta inconciliabili sullo stesso oggetto: la mente.

Riesci ad immaginare l’infinità di punti di vista da cui può essere osservata la mente?

A volte perfino noi facciamo fatica a orientarci.

Il cervello ad esempio è uno di questi.

Ma anche il pensiero, il comportamento, le emozioni, le rappresentazioni, le funzioni, la ragione, il conscio, l’inconscio, i processi e via così…

Ecco, ora immagina che ogni psicologo rappresenti una sintesi originale del modo di concepire (e maneggiare) un parzialissimo punto di vista nella vastità dell’oggetto “mente”.

Credi veramente che possiamo essere fotocopiati?

Ciascuno di noi è una sintesi molto personale della propria esperienza sociale, culturale, familiare, formativa e professionale.

E ognuno di noi ha un modo di lavorare che è unico e inimitabile, perché in tutti i “mestieri” (ma ancora di più nel nostro) lo strumento di lavoro è la nostra personalità e il nostro modo di essere come persone, insieme al nostro modo di concepire la mente in quanto psicologi.

Ed è fondamentalmente per questo, secondo me, che le scuole di specializzazione più “serie” obblighino i loro allievi a certificare, prima del conseguimento del titolo, lo svolgimento di percorsi pluriannuali di analisi personale (tanto per cambiare da pagare di tasca propria).

Perché se è vero che la nostra personalità e la nostra mente sono uno strumento di lavoro, è fondamentale mettersi il più possibile in condizione di “non nuocere” attraverso di esso.

Non fraintendermi.

È ovvio che a prescindere dalle differenze siamo tutti accomunati dal fatto di occuparci a vario titolo della mente e delle sue complessità, con metodi e strumenti riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, nel rispetto di un’etica e di una deontologica professionale condivisa e garantita dall’ordine ufficiale di categoria, ma ognuno ha un suo personalissimo modo di risolvere il problema.

Sviluppo adolescente è il nostro.